San Desiderio
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- Le Chiese
- I "Cristi" processionali
- Le statue e i quadri

Le Chiese
- La Chiesa parrocchiale
La Chiesa parrocchiale con l'arcobaleno

La Chiesa parrocchiale - Esterno

La Chiesa parrocchiale - interno

La Chiesa parrocchiale - interno

ESTERNO
La chiesa parrocchiale di San Desiderio è posta su una piccola collinetta, adagiata su un dolce declivio che scende dai contrafforti del Monte Fasce, nel punto più elevato della conca verde chiusa tra il pendìo di Bavari e la costa di Premanico. Da una cappella primitiva dedicata al Santo, si passò ad una chiesa (sec. XII) che fu certamente romanica come indussero a ritenerla i reperti venuti alla luce dai lavori del 1969. Il nome antico della località dove oggi sorge la chiesa era Fràvega. La chiesa entra comunque nella storia nel 1198 in un lascito per SS. Messe. Nella guerra del 1747 l'edificio subì danni e furti, abbondantemente riparati dall'amore del popolo per la sua chiesa. La chiesa di San Desiderio non fu mai pieve, ma fece parte come "suffraganea" (cioè sottoposta) della pieve di San Giorgio di Bavari; solo nel 1836 il parroco riebbe il titolo di Priore. Davanti alla chiesa vi è un piccolo piazzale alberato; sulla facciata, sopra la porta d'ingresso, appare l'affresco con San Desiderio in gloria. Il campanile tozzo e basso, posto sul lato destro, risale al 1405 ed è caratteristico per la sua cupoletta e le finestre ad occhio.

INTERNO
L'interno è quasi quadrato, benché diviso in tre navate e con due sole arcate per parte.
Inizialmente la chiesa romanica era ad una navata; le due laterali sono aggiunte fatte negli interventi di trasformazione della chiesa nei secoli XVI e XVII. Nella volta della navata centrale è affrescata La gloria di San Desiderio, mentre al primo pilastro a sinistra troviamo l'affresco della Beata Vergine con bambino. In fondo alla navata centrale troviamo il presbiterio, con l'altare maggiore in marmo bianco contenente le reliquie di San Desiderio e la volta recante l'affresco del Martirio di San Desiderio. Alla destra dell'altare ammiriamo il quadro dell'Ultima cena mentre alla sinistra quello della Santa Maria Maddalena nel deserto. Nel coro, dietro l'altare, vi è la tela raffigurante la Vocazione di San Desiderio. Osservando la navata sinistra troviamo, in cima, il fonte battesimale con il Cristo bianco, crocifisso processionale. Alla parete sinistra, a metà navata, notiamo la statua processionale della Madonna del Rosario. In fondo alla navata, nella nicchia dell'antico fonte battesimale, troviamo San Desiderio, statua lignea di epoca moderna; alla sua destra possiamo ammirare inoltre il Cristo moro, crocifisso processionale. Volgendo lo sguardo alla navata destra infine, si rimane colpiti dall'altare della Madonna del Rosario.

- L'Oratorio di San Giacomo
L'Oratorio di San Giacomo

L'Oratorio di San Giacomo

L'Oratorio di San Giacomo
L'oratorio, a navata unica, edificato intorno al 1619, sorge in fondo al Piano di San Giacomo (chiamato più semplicemente Ciàn), accanto al piccolo ponte della strada vecchia per Bavari. Il minuscolo campanile fu costruito clandestinamente, secondo la tradizione, in una notte in quanto solo in casi eccezionali gli oratori potevano essere dotati di campanile. L'ingresso si apre su una parete laterale. Al suo interno, in fondo alla chiesa vediamo un grande affresco murale prospiciente il presbiterio e raffigurante l'Ultima Cena. Agli angoli delle due pareti laterali sono state raffigurate l'orazione di Gesù nell'orto e la lavanda dei piedi. Sulla parte sinistra a metà navata la Statua processionale di San Giacomo sormonta il confessionale. L'altare marmoreo, opera egregia dello scultore F. Schiaffino, è sovrastato da un affresco con il martirio del Santo. Adorna il coro una tela raffigurante San Desiderio con San Giacomo e Sant'Alberto.

I Cristi processionali
- Il Cristo moro
Il Cristo moro

Il Cristo moro
Acquistato dalla Confraternita dell'Oratorio di San Giacomo nei primi anni del novecento, è stato portato in processione per più di mezzo secolo. Intorno al 1990 l'immagine è stata restaurata dal valente Lino Lanza; nel 2003 è stato eseguito il restauro dei canti (decorazioni dorate e argentate del braccio orizzontale e della parte sommitale della croce) e del titolo (l'iscrizione "INRI") a cura di un artigiano e il rifacimento della Croce in legno da parte di Orlando Dellepiane.

- Il Cristo bianco
Il Cristo bianco
Opera eccelsa di Antonio Maria Maragliano (1730 circa), abilmente restaurato da Lino Lanza.
 

Le Statue e i Quadri
- La gloria di San Desiderio
La gloria di San Desiderio
Affresco di G.B. Ghigliotti (1904)

- La beata vergine con bambino
La beata vergine con bambino
Affresco del tardo '500, raffigura la Madonna e il Bambino, detta del Santo Amore. La pittura, danneggiata nel tempo dai chiodi degli ex voto che venivano esposti dai fedeli che scioglievano i voti per le grazie ricevute, é stata restaurata nel 1978, rivelando la grafia tipica di Andrea Semino (circa 1553).

- Il martirio di San Desiderio
Il martirio di San Desiderio
Affresco di G.B. Ghigliotti (1904).

- L'ultima cena
L'ultima cena
Pellegro Piola

- Santa Maria Maddalena nel deserto
Santa Maria Maddalena nel deserto
Attribuita a Gregorio De Ferrari (1647 - 1726).
E' interessante notare che la Santa é collegata in qualche modo a san Desiderio, in quanto la chiesa da lui fondata a Langres e successivamente intitolata al suo nome, era stata dedicata proprio a Santa Maria Maddalena.

- La vocazione di San Desiderio
La vocazione di San Desiderio
Tela di stile carlonesco, risale alla prima metà del sec. XVII.

- L'altare della Madonna del Rosario
L'altare della Madonna del Rosario
Espressione tipica dell'arte barocca del sec. XVIII, presenta una statua lignea della Madonna del Rosario, attribuita a Antonio Maria Maragliano (1664 - 1739), di pregevolissima fattura. Inserita in una grandiosa nicchia, è contornata da quindici tondi in ardesia raffiguranti i Santi Misteri del Rosario. Il complesso del sovraltare è arricchito da stucchi molto elaborati in una festosa cornice barocca. Nei fianchi laterali, in due nicchie fronteggianti, si ergono due statue lignee di San Domenico e di Santa Rosa da Lima, anch'esse attribuite allo stesso scultore della Madonna. L'altare fu restaurato ed abbellito nel 1723 a spese del benefattore G.B. Olcese di Angelo.

- L'affresco dell'ultima cena
L'affresco dell'ultima cena
La tradizione lo attribuisce a Giovanni Battista Bianco, che visse 10 anni in contumacia nel territorio di Bavari, per aver ucciso il pittore Pellegro Piola la sera del 25 novembre 1640, pare per gelosia di mestiere. Il Bianco, rimanendo alla macchia nel territorio di Bavari e sostando nell'oratorio, godette dell'immunità ecclesiastica propria dei luoghi sacri, offrendo, in riconoscenza, la sua opera. L'affresco copre tutta la parete di fondo e continua sui lati delle pareti laterali con le scene della Lavanda dei piedi e di Gesù nell'orto degli ulivi.

- La statua di San Giacomo a cavallo
La statua di San Giacomo a cavallo
Il gruppo equestre del Santo, in abito da pellegrino, è opera dello scultore Attilio Righetti (1913). Rappresenta l'Apostolo con la croce in pugno, nel furore della battaglia contro gli arabi, dominatori della penisola iberica fino al secolo XV. E' una raffigurazione anacronistica, anche perché San Giacomo subì il martirio in Gerusalemme nell'anno 62. Nel 1104 apparve in visione su un cavallo bianco agli Spagnoli in guerra contro gli Arabi, che subirono la sconfitta. Da allora la devozione popolare gli attribuì il merito della vittoria, analogamente a quanto era successo a San Giorgio durante le Crociate. Il santuario di Compostela, dove si venerano le reliquie dell'apostolo, è stato fin dall'Alto Medioevo meta di pellegrinaggi provenienti da tutte le parti d'Europa.

- Martirio di San Giacomo
Martirio di San Giacomo


- La pala dell'altare dell'Oratorio
La pala dell'altare dell'Oratorio
Tela di Bernardo Castello (1557 - 1629). datata 1624. Restaurata nel 1971, presenta in alto la Vergine Maria con il Santo Bambino e, in primo piano, al centro San Desiderio, a sinistra San Giacomo e a destra Sant'Alberto.

- Sant'Alberto da Sestri
Sant'Alberto da Sestri


- L'affresco di San Desiderio a Palazzo Ducale
L'affresco di San Desiderio a Palazzo Ducale
La Repubblica di Genova volle che fosse raffigurato, con altri 3 Vescovi genovesi, nella Cappella del Doge a Palazzo Ducale.

 
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