| San Desiderio |
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Il paese di San Desiderio si trova in alta Valle Sturla,
a 9 Km da Piazza De Ferrari, il centro della città di Genova
dove si trova il Palazzo Ducale. La valle è la prima che si incontra
nella parte orientale del Comune di Genova. La posizione di San Desiderio
è una delle più felici della Valle Sturla: in cima alla
valle, dominato da una collinetta su cui sorge la chiesa parrocchiale,
il paese si estende in una verde conca, tra le pendici del Monte Fasce
e il pendio, popolato di case ed uliveti, di Bavari. Il torrente Pomà
da un lato e lo Sturla dall'altro, si congiungono vicino alla piazza
del paese, là dove il loro letto incontra il piano. Le abitazioni
non costituiscono un agglomerato unico perché sono sparse un
po' dappertutto in piccoli rioni.
Itinerari da scoprire
Antiche percorrenze da riscoprire!
Da San Desiderio, lungo l'antica mulattiera, si giunge alla Chiesa di
Premanico.
Di qui si può ridiscendere lungo il torrente Sturla oppure risalire
verso Apparizione.
Nella direzione opposta, si sale verso lo Stallo e la Serra di Bavari,
da cui si arriva al valico che divide dalla Val Bisagno, verso cui si
può scendere verso Sant'Eusebio oppure Fontanegli.
Da Pomà si può salire ai Piani di Fascia, da cui é
facile arrivare in vetta al Monte Fasce e poi proseguire per Cornua
e la Val Fontanabuona.
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| San Desiderio e Pomà |
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Panorama di San Desiderio con la valle di
Pomà, l'antica Valle Ursaria. |
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| Casa più antica |
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(Descrizione in realizzazione) |
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| Villa Cambiaso |
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Villa Cambiaso con il borgo dei contadini,
la scuderia e l'antico mulino. Nella villa soggiornò nel 1819
sant'Antonio Maria Gianelli e nel 1895 l'Arcivescovo di Genova mons.
Tommaso Reggio. |
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| Puntin |
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Il Puntin (sec. XVIII) che attraversa
il rio Pomà, lungo la Valle dei Mulini. |
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| Poggio |
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Il "Poggio", caratteristico
gruppo di case affiancate l'una all'altra, secondo l'antica tradizione
ligure. |
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| La Cava |
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La vecchia "cava" di Premanico,
dove si estraeva l'argilla rossa per le piastrelle della Plinthos. |
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| Meugge |
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Le "Meugge", terreno umidiccio
e acquitrinoso, erano rivestite un tempo di frutteti e di castagni ed
indicano la località posta tra le Terre Rosse e la Priasca. |
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| Via Emilio Da Pozzo |
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Scorcio panoramico di Via Emilio Da Pozzo,
con l'Oratorio di San Giacomo (sec. XVII) sullo sfondo |
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| Fravega |
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L'antica località chiamata Fràvega,
dove oggi sorgono la Chiesa parrocchiale (sec. X) e Villa Galleano,
che ospitò nel 1830 i fratelli Ruffini e Giuseppe Mazzini. |
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| Ciasun |
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"U Ciasùn", cioè
Piazza Armando Grosso, è la piazza del paese di San Desiderio.
E' la voce alterata al maschile del dialettale ciassa. |
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| Ristorante dello Stagnino |
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L'antico Ristorante dello Stagnino,
nella casa dove nel 1805 fu allattato Giuseppe Mazzini. |
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| Pomà |
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Pomà, nell'antica Valle Ursaria,
con la chiesetta dedicata a Sant'Alberto (sec. XVII) e il borgo caratteristico
dell'ambiente montano ligure.
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| Cadicai |
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E' una denominazione dialettale che, nel
plurale sincopato, designa la "Casa dei Cavero" (Cà
di Cai), cognome di alcune antiche famiglie di San Desiderio. Indica
una località tra Canneto e Canaisa, un tempo abbondante
di acque e quindi di mulini. |
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| La Valle dei Mulini |
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Dal sec. XIII fino all'Ottocento, grano,
orzo, ceci e castagne secche diedero lavoro, lungo tutta la Valle Sturla,
a più di settanta mulini. I prodotti da macinare non erano solo
locali, ma provenivano per la maggior parte da commerci marinari: giungevano
a Genova sulle navi provenienti dalla Sardegna, dalla Calabria, dalla
Provenza, dall'Africa. Dal porto le merci erano trasportate in valle
Sturla (come in Val Bisagno) da carri che, trainati da muli, percorrevano
la strada selciata fino ai mulini. |
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| Armogia |
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Denominazione derivante da una laterazione
di Arma, con significato di "anfratto rupestre". Località
situata tra San Desiderio e Pié di Bavari, chiamata pure Gaea
de Musa. |
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| Buan |
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Riferimento a luogo in cui si allevano bovini,
dal latino "boarius". E' un lieve pendìo, a levante
della Chiesa, che si stende sotto la Costetta fino alla riva
destra del Fossato di Pomà. |
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| Burchi |
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Nome di origine gallica, significa "punto
più elevato di una strada tra due avallamenti". Indica infatti
la località sulla strada che conduce alla Chiesa parrocchiale,
tra il Fossato di Pomà e il torrente Sturla. |
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| Canaisa |
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Denominazione che deriva dalla coltivazione
della canapa, largamente praticata anticamente in Liguria. Indica la
località in cui il Fossato di Pomà forma un gomito
stretto. Vi funzionava fino a non molto tempo fa uno dei più
antichi mulini della valle. |
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| Fullo |
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A monte di Canaisa, lungo il Rio
Pomà, il nome della località indica la presenza di follatori
di tessuti, che restringevano e rassodavano i panni di lana sottoponendoli
a pressione. |
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| Canneto |
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Località lungo il corso inferiore
del Fossato di Pomà, caratterizzato da una folta vegetazione
di canne. |
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| Ciapun |
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Voce dialettale che rappresenta un accrescitivo
di ciappa, per indicare una grande lastra di pietra o uno scoglio
molto largo. Indica una località situata a metà altezza
della pendice occidentale del monte Fasce. |
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| Ciosa |
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Indica un podere recintato e chiuso, in
genere da siepi o da una strada. Nella località, prossima al
cimitero, sono scomparse le antiche caratteristiche del bosco di castagne,
perché, con lo spianamento di vaste aree, sono sorti nel 1960
dei campi da gioco per il calcio. Per la loro realizzazione fu demolita
la cappella dedicata ai Santi Rocco, Sebastiano e Giovanni Battista,
che era stata eretta dal popolo al tempo della pestilenza del 1654. |
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| Crovino |
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Nella forma dialettale Croin indica
un picco, una punta. E' il monte che sovrasta la Ciosa, avanzando
tra la valle di Pomà e i monti di Bavari. Deriva dal latino "corvus",
da cui il significato di "Punta dei Corvi". |
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| Fontana di Prae Camillu |
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Ha preso il nome dal proprietario, che probabilmente
era il nobile Camillo Doria (sec. XVIII) ma che non era sacerdote. La
sorgente si trovava tra la Priasca e Canaisa, ma nel 1971,
a seguito dei lavori di movimentazione della terra nella zona, il flusso
delle acque era stato incanalato presso l'edicola di San Giovanni Battista.
Ad oggi, vari cedimenti del terreno hanno determinato un diverso percorso
delle acque ed un inaridimento della fonte. |
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| Ixella |
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Fonte che si trova nei monti di San Desiderio,
in una valletta sotto la Fùndega. Forse fa riferimento
alla conformazione del terreno: da Vallixella, passando per Vaixella,
si arriva ad Ixella. |
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| Loccia |
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Voce dialettale che deriva da locciare,
che significa traballare, smuoversi. Indica quella località soggetta
a smottamenti e movimenti franosi che, in vicinanza della Ciosa,
scende verso il torrente Sturla, a nord dell'Oratorio di San Giacomo. |
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| Merella |
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Denominazione dalle interpretazioni più
diverse. La voce dialettale Mela può riferirsi al latino
mella (miele) o alla produzione di fragole (in dialetto meli
o merelli). Qualcuno la fa derivare dal latino mala (frutti,
pomi in genere). Indica la località solatìa sullle pendici
dei monti di Bavari, sotto la Sella. |
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| Cian de Mazzu |
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Località sulla sponda sinistra dello
Sturla, ai piedi delle Terre Rosse, fino ai primi del Novecento
coltivata ad ortaggi, con molti alberi di ciliegio (di qui il significato
di Piano di maggio?) e con qualche mulino. E' una denominazione
caduta in disuso a seguito della costruzione nella località della
fabbrica di laterizi Plinthos, che ha finito per modificare anche
il nome della località. |
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| Piè di Bavari |
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Indica la località ai piedi della
collina di Bavari, dal confine della parrocchia delle Nasche fino all'Oratorio
di San Giacomo, dove comincia la salita della strada vecchia che conduceva
alla Serra di Bavari e in Valbisagno. |
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| Priasca |
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Dalla voce dialettale pria (dal latino
petra) é un toponimo assai caratteristico che si lega
al suffisso paleoligure asca per indicare un suolo sassoso. Un
tempo era una località con una folta vegetazione di arbusti e
di castagni, poi, nella seconda metà del Novecento, fu devastata
da una attività di cava per l'estrazione dell'argilla. Con la
cessazione dell'attività é stata oggetto di riempimenti
come discarica. |
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| Runcalli |
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Nome che deriva dalla denominazione medievale
loca roccalia, che significa "terreno roccioso, brullo".
Roncare indicava l'attività di disboscamento ragionato,
per rendere il bosco praticabile ed utilizzabile. Dà il nome
alla località alla base del monte Fasce, tra Canaisa e
Fùndega. |
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| Terre Rosse |
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Le "Terre Rosse", dalla
caratteristica colorazione del terreno calcareo, erano ricoperte da
boschi di castagni, scomparsi a seguito della intensa attività
di estrazione dell'argilla per la fabbrica Plinthos. |
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| San Desiderio con mare, vista
da Bavari |
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