San Desiderio - Contesto Geografico
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Tradizioni

- Presepe Artistico
- Festa a Pomà
- Festa patronale
- Festa San Giovanni Battista
- Confraternita di San Giacomo
- Mostra dell'artigianato
- Ristorante Bruxaboschi
- Società di Mutuo Soccorso

Il Presepe Artistico
Dettaglio del Presepe Artistico




Grazie alla grande passione del parroco, don Raffaele Tubino, che ha raccolto nel corso degli anni una collezione di circa 120 figure da presepe, e alla laboriosità di alcuni parrocchiani, che ogni anno dedicano giornate di lavoro nell'allestimento della loro esposizione natalizia, San Desiderio è diventato uno dei più prestigiosi presepi artistici della Liguria. Il complesso delle figure è piuttosto eterogeneo, a causa della loro origine, ma è costituito in maggioranza da figure genovesi, di diversa manifattura e qualità, e anche da alcune figure napoletane (la Natività) e da sculture contemporanee, appositamente realizzate per esigenze narrative e sceniche. L'allestimento è stato realizzato, in ossequio alla tradizione, sullo sfondo di un paesaggio tipicamente ligure, punteggiato da casolari e costruzioni rustiche e animato da scene di vita quotidiana. Il paesaggio di riferimento è quello dell' Alta Valle Sturla, in particolare si può notare sullo sfondo l'antico borgo di Pomà. Vi è anche una sezione dedicata alla morte e risurrezione di Gesù, un modo innovativo per raffigurare l'intera vita del Salvatore. Con l'occasione si darà la possibilità per tutto il 2004 di poter visionare l'allestimento anche al di fuori del periodo natalizio. Desideriamo così contribuire, nell'anno di Genova capitale europea della cultura, alla valorizzazione di un patrimonio artistico e artigianale di grande rilievo.
 

La Festa a Pomà
La Festa a Pomà
Si tratta di una festa in onore di Sant'Alberto, inizialmente festeggiato nel mese di luglio nel borgo di Pomà.
Da ... anni è ripresa la tradizionale festa, organizzata a cura di un locale Comitato e dal Circolo Acli, la prima domenica di maggio.
 

La Festa patronale
La Festa patronale


Il codice metropolitano, scritto nel 1313-1321, benché non riporti la festa nel testo originale, l'ha però aggiunta, in un secondo tempo di poco posteriore al testo medesimo, nel calendario al 23 di maggio, con orazione propria. Anche i due calendari di S.Maria delle Vigne (sec. VIII e sec. XIV) riportano la festa di San Desiderio; non la riporta invece il Messale della Metropolitana che é del sec. XIV. La festa aveva raggiunto un grado distinto nella chiesa e nella vita pubblica genovese: essa infatti é indicata tra le feste civili nel 1375, e tra le feste ecclesiastiche dal 1410 in poi. Anche l'arte dei pittori aveva reso obbligatoria per i soci questa festa, come risulta dagli Statuti del 1396 - 1402, capitolo XIV, "De festo sanctorum Desiderii et Romuli januensium celebrando"; così pure gli Statuti dei maestri di scuola del 1467 hanno tra i giorni festivi: 23 maji S. Desiderii Januensis. Nel 1434 vi era un riconoscimento corale per questa festa. Nelle celebrazioni si avevano nove lectioni, tutte sulla vita del Santo, come pure tutti gli inni, tramandati dal Calcagnino ("Le sacre palme", pag. 64), erano storici. Nel sec. XVII il culto di San Desiderio a Genova ebbe un periodo di nuovo rifiorimento.
La tradizione di onorare San Desiderio si è mantenuta nei secoli, nel suo paese natale, fino ad oggi.
 

La Festa di San Giovanni Battista

L'antica festa che aveva luogo nella Ciosa, da ... anni viene organizzata in località Canaisa, grazie al lavoro ed all'impegno volontario di un Comitato locale.
La sera del 23 giugno, prima del tradizionale falò di mezzanotte, distribuzione dei caratteristici "frixeu", le frittelle di San Giovanni.
 

La Confraternita di San Giacomo
La Confraternita di San Giacomo

La Confraternita si intitolò a San Giacomo per il grande fascino che, nel medioevo e nei secoli seguenti, esercitò la figura di questo Apostolo. Mantenuta viva e presente nella tradizione dei suoi prodigi in Spagna e nell'attrazione dei fedeli al Santuario di Compostela, meta di ferventi pellegrinaggi. La Confraternita di San Giacomo, come tutte le altre associazioni religiose, era retta dal suo statuto composto di Capitoli, ossia delle prescrizioni relative alle opere di pietà e alla carità cristiana. Alcuni Capitoli enumeravano le sanzioni per chi fosse venuto meno ai suoi doveri. Gli associati si chiamavano fratelli perché tali si dovevano evangelicamente considerare, l'oratorio era una casa. Ogni confratello doveva indossare la sua cappa quando si svolgevano funzioni comunitarie. La cappa non era bianca come nei tempi posteriori, ma di colore rosso. Insieme con la cappa ogni confratello doveva possedere un cero da portare nelle processioni e nei funerali.
 

La Mostra dell'Artigianato


(TESTO IN REALIZZAZIONE)
 

Il ristorante Bruxaboschi
Il ristorante Bruxaboschi

Nel lontano 1862 Giovanni Battista Peirano, detto Bruxaboschi, dopo aver lavorato a lungo in campo commerciale, inaugura una piccola trattoria. La prima sede si trovava nei locali oggi adibiti a cantina, ma, poco tempo dopo l'apertura, viene trasferito nella nuova casa, costruita da Giovanni Battista per la sua famiglia, composta da sei figli. Sarà una di loro, Giulia Peirano in Sciaccaluga, ad occuparsi dell'attività dopo la morte del padre (1913) fino al 1967, anno in cui subentrerà alla guida del ristorante un'altra donna: sua figlia Gemma che si avvale della preziosa collaborazione del marito Ernesto. Arriviamo così ai giorni nostri, che vedono al timone del Bruxaboschi la quarta e la quinta generazione. Il ristorante, entrato ormai a far parte dei "Locali storici d'Italia", ha una cucina tradizionale ligure. Nel 2002 ha festeggiato 140 anni di ininterrotta attività.
 

La Società di Mutuo Soccorso


(TESTO IN REALIZZAZIONE)
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